Atto Costitutivo: Noi

Atto Costitutivo: Noi

Noi: per ricostruire dal basso la Cosa socialista.

Noi siamo preoccupati per il fatto che il socialismo, che è stato per molti di noi il “sole dell’avvenire” e l’orizzonte ideale della nostra vita è praticamente scomparso dalla scena italiana e internazionale. Senza che nessuno se ne sia accorto o abbia tentato di reagire. Compreso la stessa sinistra che, permetteteci di ricordarlo, o è socialista o non è. Siamo preoccupati per le difficoltà del presente e ancora di più per le incertezze del domani, pur convinti che un futuro migliore del presente è possibile.

Se uno slogan degli anni Settanta ci metteva di fronte l’alternativa tra “socialismo o barbarie”, oggi possiamo concludere che le nostre difficoltà coincidono perfettamente con il dominio incontrastato della barbarie e l’attacco incontrastato al socialismo. Un attacco che tende a distruggerci, assieme ai valori e alle cause che abbiamo rappresentato e difeso. Per questo vogliamo reagire.

Eravamo il movimento della pace. E oggi domina la guerra e, quello che è peggio, la cultura della guerra. Eravamo il movimento per la democrazia. E questa è in rovina in quasi tutti i paesi del mondo, distrutta dal rinascere delle autocrazie al di là dei confini dell’Europa, rappresentata qui in occidente come un esercizio inutile, se non dannoso. Eravamo il movimento delle collettività solidali e della dignità del lavoro. E viviamo in un mondo di individualismo esasperato in cui possiamo, così ci dicono, realizzare tutti i nostri sogni individuali a condizione di scordarci dei nostri bisogni collettivi. E sappiamo che tutto questo è avvenuto grazie anche alla totale assenza di reazione della sinistra. Per gli ex comunisti, una consapevole abiura. Nel caso dei socialisti la perdita inconsapevole di qualsiasi identità.

Molti socialisti hanno aspettato che le condizioni esterne cambiassero a nostro favore. Altri hanno tentato di reagire con il richiamo al passato. Di qui la fioritura di anniversari, di rievocazioni e di convegni. Ma commettendo l’errore di riscoprire il passato solo in funzione del presente; Turati e Rosselli come anticipatori del socialismo “riformista e liberale”; Matteotti uomo solo, simbolo della lotta antifascista; tutto quello che stava tra il 1924 e il Midas, erroneamente dimenticato. E, a conclusione di tutto questo, un socialismo ufficiale lacerato tra chi vuole essere eletto o dagli uni o dagli altri. Quindi alla ricerca di alleanze opportunistiche solo per cercare di garantire la sopravvivenza e la presenza di qualcuno nelle istituzioni. Per questo dobbiamo dire basta.

Gettiamoci allora tutto questo alle spalle. E ripartiamo dalla certezza che per essere socialisti oggi, occorre, per prima cosa, ridiventarlo. Ben sapendo che, nel passato ma anche nella condizione presente, abbiamo tutti gli attrezzi necessari, perfettamente funzionali alle nostre necessità. A partire dal grande messaggio trasmesso nell’atto di fondazione della Seconda internazionale: la critica del capitalismo come fondamento della sua esistenza; l’emancipazione del mondo del lavoro come suo obbiettivo; la difesa della pace come alternativa alla sua repressione violenta.

Così è il grande messaggio di Turati: difendere la causa dei lavoratori anche quando sbagliano; conciliare sempre la difesa gelosa della propria autonomia con la vocazione all’unità espressa dal mondo del lavoro; e, infine, impegno senza compromessi contro la guerra e la cultura della guerra, anticamera del fascismo.

Così, infine, la prassi costantemente seguita dai socialisti nel corso della storia: l’essere, in radicale contrasto con la cultura leninista, per essere invece un partito “al servizio” della giustizia sociale e della libertà. Un partito che misurava i suoi successi con l’avanzata della democrazia e la crescita dei diritti e del potere dei lavoratori, e non con le sole fortune politiche ed elettorali.

Tutti attrezzi a nostra disposizione; che possiamo utilizzare ancora oggi.

Per questo abbiamo dato a questo breve documento il titolo di NOI.
Perché solo Noi, ognuno di Noi, con eguali diritti ed eguale dignità può ricostruire, dal basso, la Cosa socialista. Può colmare la distanza ormai abissale tra la politica e la realtà. Può dar vita ad un nuovo movimento socialista di sinistra come elemento essenziale per costruire un’alternativa credibile.

NOI, siamo pronti a stare insieme, senza chiedere referenze o carte d’identità a chi si impegnerà a lavorare insieme. Senza dimenticarci mai che l’obiettivo e quello di arrivare ad essere una componente rispettata e riconosciuta del grande movimento per la pace e la democrazia che va crescendo nel nostro paese e in tutto il mondo.
NOI, forti delle nostre convinzioni e dei nostri attrezzi politici. Forti dell’idea che il socialismo può rappresentare ancora una speranza per le giovani generazioni.
Con questo spirito, chi sottoscrive questo documento si impegna individualmente a vivere questa nuova iniziativa socialista e fare di tutto per farla crescere ovunque e dovunque è possibile.

 

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