Meloni voleva dare la linea alla destra europea contro la Spagna a guida socialista di Pedro Sanchez, ma è andata a sbattere. Ha valuto cavalcare la destra europea per neutralizzare Vannacci, ed è andata sbattere. Ha fatto la trovata, affiancata da due geni dell politica italiana, Tajani e Salvini, di sospendere la libera circolazione prevista dal trattato di Schengen con la Spagna, e si è coperta di ridicolo. Sul tema ha dovuto intervenire Josep Borrell, già Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera che ha sostenuto come questa idea sia priva di qualsiasi fondamento giuridico. Al punto che il provvedimento potrebbe essere dichiarato nullo da qualsiasi tribunale o Corte internazionale.
Si è aggrappata al tema della sicurezza nazionale e Sanchez gli ha fatto fare un'altra brutta figuraccia dimostrando che la Spagna ha una maggiore capacità dell’Italia di controllare i fenomeni migratori. In particolare nel periodo 2023-2025 l’Italia ha effettuato 12.535 rimpatri di immigrati irregolari contro i 17.805 immigrati irregolari rimpatriati dalla Spagna, il 29,6% in meno. E sempre dal 2023 al 2025, anni del governo Meloni, se gli sbarchi sono diminuiti, sono diminuiti di più in Spagna. Ma il dato clou passato su tutte le reti del mondo, dati Frontex, gli sbarchi in Spagna sono stati meno che in altri paesi. “Attraverso l’Italia 478.600. Attraverso i Balcani occidentali 340.600. Attraverso la Grecia 259.800. Attraverso la Spagna 234.760”. Un vero boomerang. Che ha consentito a Sanchez di dare la spallata finale. È bene che gli Stati europei rispettino i trattati, “la solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dati, no.”
E poi arriva Tajani che la fa veramente fuori dal vaso dicendo: “Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani".
Una scemenza degna di uno sprovveduto. Lo abbiamo scritto pochi giorni fa sulla nostra pagina fb: “In Spagna in pochi mesi circa 1,3 milioni di immigrati irregolari hanno fatto domanda di regolarizzazione sulla base di una nuova procedura prevista da un decreto approvato a metà aprile dal Governo socialista di Pedro Sanchez.
Esattamente come proponiamo noi.
Potevano fare domanda di regolarizzazione entro il 30 giugno, persone straniere arrivate in Spagna in modo irregolare prima del 31 dicembre 2025, che avevano vissuto in Spagna per almeno cinque mesi continuativi e che non avevano procedimenti penali.
La regolarizzazione, dice Sanchez, permetterà di ottenere un permesso di soggiorno per vivere e lavorare nel Paese per un anno e rinnovabile negli anni successivi con l’obiettivo di aumentare la base occupazionale in modo che anche questi cittadini stranieri possano pagare regolarmente tasse e contributi e uscire dalla spirale del lavoro in nero. Flussi migratori per contrastare l’invecchiamento della popolazione e sostenere la crescita economica.”
Quindi la cittadinanza di cui parla Tajani non sta né in cielo né in terra. Una vera stupidaggine.
In Spagna, e ci piace sempre ricordalo, si è fatto esattamente ciò che fece in Italia il Governo Berlusconi e l’allora Ministro Maroni quando con la procedura della emersone si regolarizzò nel 2002 634.000 lavoratori stranieri irregolari.
Ma il tema che non dobbiamo dimenticare mai è sempre lo stesso. Finché i paesi poveri non conosceranno un incremento della loro ricchezza, e non ci sarà un riequilibrio economico e un livello di vita migliore, oggi sempre più diseguale tra poveri e ricchi, i grandi fenomeni migratori saranno inarrestabili.
Nei paesi ad alto reddito persistono differenze di salario da 3 a 6 volte superiori rispetto a quelli d'origine, rendendo il trasferimento l'asset principale per sfuggire alla povertà. I disastri climatici e l'instabilità geopolitica fanno il resto. Nei paesi in via di sviluppo, circa 1,2 miliardi di giovani entreranno in età lavorativa nel prossimo decennio, a fronte di mercati locali saturi e di economie avanzate con forze lavoro in rapido calo e invecchiamento.
Non sarà la Meloni con le sue sceneggiate a proteggere i confini d’Europa. Né le solite dichiarazioni da perfetto pesce in barile della Von der Leyen, tutte però improntate alla difesa delle destre europee.
Ecco perché la procedura dell’emersione adottata da Sanchez, e da noi proposta come una procedura da mettere a regime nel nostro Paese, è l’unica iniziativa concreta perché l’immigrazione sia una opportunità e non una tragedia per tutti.
Ma veniamo al punto. Possiamo rincorrere la destra sul terreno della remigrazione, per frenare il pericolo di un successo elettorale delle destre europee? E questo il modo migliore per arginare questo pericolo? No perché se la sinistra rincorre le destre sul loro terreno o si dimostra incerta e senza alternative è destinata a pagare un prezzo ancora maggiore. Già successe con il fascismo negli anni ’20, la cosa può ripetersi.
Ma dopo Ceuta cosa può succedere?
Se l’Europa si lascia trascinare dai fascisti e di fronte alla lettera dei 22 paesi che oggi chiedono di discutere di Ceuta, si metta in conto che se la logica conseguenza può essere far saltare Schengen, si ripristinano le frontiere e l’Italia si terrà in casa tutti gli immigrati che sbarcano a Lampedusa. Non sarebbe certo un bel risultato.
Sul piano politico, non difendere la Spagna e non prendere atto, come dice Sanchez, che ciò che è successo è stata una violazione, ben orchestrata a livello internazionale, contro un avamposto del socialismo europeo, una violazione dell’integrità territoriale della Spagna, stante il fatto che Ceuta è spagnola. Significa darla vinta all’Internazionale Nera, e allora ogni violazione dei confini diventa legittima.
Infine un’alternativa, cercare di capire che, chi è arrivato in buona fede a Ceuta, chi purtroppo è morto in mare, come i 1397 morti in mare nel Mediterraneo nei primi sei mesi del 2026 alla ricerca di raggiungere le nostre coste, non può essere morto invano. Deve avere giustizia. E come ha scritto Ilda Dominjanni invece di essere “una fossa comune come ‘Europa che non c’è’ il mediterraneo può diventare ancora una volta nella storia, l’epicentro generativo di una nuova idea di Europa, che non è sottosistema di un nuovo Occidente Maga e neonazista. Quei ragazzi di Ceuta ci stanno proponendo una nuova alleanza di senso, libera dalle tradizioni, che sappia osare il sogno di una Europa libera e un mediterraneo pieno di vita e non di morte e filo spinato".
L’inizio di una ribellione di giustizia e libertà a cui dare risposte.