Cosa sta succedendo al PD di Elly Schlein?

Cosa sta succedendo al PD di Elly Schlein?

O meglio cosa sta succedendo a Elly Schlein. La segretaria del cambiamento si sta allineando alla palude del vecchio PD. E forse nel modo peggiore. Memori della sconfitta che il centrosinistra ha subito nel 2022 per l’incapacità di Letta di saper trovare una sintesi necessaria per vincere le elezioni: la sinistra perse rovinosamente e l’Italia da allora ha il primo governo di destra destra della storia italiana.

Questa volta poteva essere meglio: il nocciolo duro del cosiddetto “campo largo” si era costituito e le condizioni per battere la Meloni sembravano più vicine sia con la vecchia legge elettorale, sia con quella nuova. Questo solo qualche settimana fa. Ma adesso le cose si stanno mettendo male. Per una ragione fondamentale: la segretaria del PD ha perso la testa e con l’idea che bisogna tenere buoni tutti, sia per salvare la coalizione, sia per garantirsi un appoggio personale in caso di primarie per diventare presidente del consiglio, rischia di andare incontro ad un’altra sconfitta, forse ancora più rovinosa. Una sconfitta dell’intera coalizione e una sconfitta pesante sua e del PD.

Avevamo fatto sapere a lei e al Pd il nostro pensiero, ma l’arroganza e la cecità non ha limiti. Cinque consigli per non andare a sbattere, dicevamo.

- Evitare le primarie di coalizione, che acuirebbero inevitabilmente le tensioni fra i vari partiti.

Nel caso in cui si volessero fare per forza, sarebbe meglio non candidare né Conte né la Schlein per evitare una sfida tra partiti maggiori e per evitare che chiunque vinca non sia poi in grado di recuperare il consenso degli elettori del partito perdente.

- La credibilità si gioca su tanti fattori, ma una questione centrale sarebbe quella di conoscere qual è la proposta del PD in materia di riforma elettorale. Nulla nemmeno ora.

- A distanza di trent’anni dall’ubriacatura del maggioritario, con il disastro che questo sistema elettorale ha prodotto nella vita politica del paese e nell’impoverimento dei partiti, sarebbe bene che il PD e il centrosinistra con coraggio affrontassero la questione di fondo. Ormai è chiaro, i cittadini vogliono scegliere i propri rappresentanti e non sono più disposti a delegare ai segretari dei partiti la nomina dei parlamentari attraverso le liste bloccate e i collegi uninominali. È indispensabile quindi che la sinistra si faccia interprete di un cambio di rotta sostanziale rispetto al disastro delle leggi elettorali, tutte incostituzionali, della seconda repubblica, di cui per altro si è macchiata. L’obiettivo è restituire il diritto di un voto libero ai cittadini e quindi anche il pieno rispetto del cittadino elettore, proponendo senza mezzi termini il ripristino delle preferenze e un sistema elettorale proporzionale puro, in modo da non sacrificare la democrazia sull’altare insanguinato della governabilità. Su questo niente.

- In politica estera occorrerebbe definire in fretta una posizione unitaria con l’obiettivo di riportare stabilmente la pace in Europa, proponendo un percorso credibile e concreto. A questo proposito abbiamo proposto che fosse il Pd e la coalizione a proporre una Conferenza internazionale per la pace e la distensione, da tenersi in uno dei paesi neutrali (Svizzera, Austria, Città del Vaticano) sul modello della Conferenza di Helsinki del 1975. Conferenza alla quale dovrebbero partecipare anche USA, Cina ed India. Sordi. Adesso per fortuna si stanno muovendo altri.

Quindi nulla di tutto questo, ma anzi l’esatto contrario in una escalation, che spiazza tutta la sinistra e lo stesso PD.

La Schlein si è oggettivamente appiattita sulle posizioni guerrafondaie dell’Europa in asse con la Von der Lein, pronta ad intervenire in Ucraina anche militarmente. In Europa vota sempre con la destra e di questo si complimenta la sua destra interna Gori Sensi, Quartapelle, protestano i giovani PD. Una posizione che sembra accettare la logica che se non è giusto consentire di modificare i confini dell’Europa con la forza, lo si può fare ed è possibile farlo con i dollari e gli euro, anche se a debito.

E ancora, sì all’Ucraina in Europa non contando il danno politico ed economico che questo arrecherebbe a tutta l’Europa e ai paesi più deboli come il nostro. Giù giù fino al Campo largo aperto a tutti, anche alla destra di Calenda, senza verifica di programmi e cattive intenzioni. E poi riscopriamo, come fece Letta, Draghi e la sua agenda, dimenticando la bassa popolarità dell’opinione pubblica sia nei confronti del grande banchiere sia dei governi tecnici. Lasciando intendere che adesso i candidati della Schlein per la presidenza della Repubblica sono due Draghi, oltreché Gentiloni. Due uomini al servizio dei grandi traffici della finanza internazionale. E ancora la timidezza nei confronti di Israele e contro il riarmo, una posizione che genera malumori anche nell’elettorato più attiguo. La stessa timidezza nei confronti di un’azione concreta dalla parte della pace.

Afoni sulle politiche del lavoro e della politica industriale.

Così come tutti hanno capito che al di là delle sceneggiate in parlamento, anche al Pd, come a tutti gli altri partiti, di consentire ai cittadini di scegliere con le preferenze i propri rappresentanti non interessa nulla.

Per arrivare al sottoscala. Non consapevole dei disastri prodotti a Milano dal suo Partito e dalla Giunta Sala, la segretaria Dem per premiare il sindaco delle vergognose politiche urbanistiche e speculative sulla città (ricordiamoci il Salva Milano e l’abbattimento di San Siro per favorire una delle più grandi operazioni immobiliari di Milano), la Schlein vorrebbe premiarlo con un posto sicuro in Parlamento e perché no, se il centrosinistra dovesse vincere, magari con un bel posto da Ministro.

Insomma una politica tutta a destra. Un'altra volta. Non capendo che se si vuole battere la destra occorre una politica alternativa a quella dell’avversario. Bisogna dire con chiarezza cosa si vuole e non avere una politica simile a quella del “nemico”. A meno di non volersi suicidare.

 

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