Un movimento per il socialismo

 

Iniziativa della rivista Critica Sociale e dell'Associazione Socialisti in Movimento

UN MOVIMENTO PER IL SOCIALISMO

Senza socialismo democratico nessuna vera democrazia

Noi, socialisti che animiamo “Critica Sociale”, invitiamo i gruppi, le associazioni, le riviste, le singole persone desiderose di impegnarsi, le studentesse e gli studenti, le lavoratrici e i lavoratori, le iscritte e gli iscritti al sindacato ad unirsi in un movimento PER IL SOCIALISMO, in questo periodo storico in cui la mancanza di una forte presenza socialista deve suscitare allarme. Non solo, infatti, la regressione di diritti e di partecipazione è ormai scandalosa, ma è palese che fra le sue cause c’è l’assenza di socialismo organizzato. Su questo occorre un ragionamento chiaro, basato su due constatazioni:

1) anche una democrazia avanzata, finché il capitalismo rimane non solo presente, ma dominante, regredisce ad elitismo. Sta accadendo a tutte le democrazie europee ed occidentali, e probabilmente uno dei casi maggiori è l’Italia. Non si tratta di sradicare il mercato, ma di sottolineare che senza una democrazia fortemente influenzata da principi socialisti (quella dell’articolo 3 della costituzione) la logica del profitto invade ogni ambito della vita.

2) La presenza di un movimento per il socialismo democratico è indispensabile perché nessun’altra cultura politica ha così fortemente realizzato il processo inverso: è la democrazia, non il profitto, che deve invadere ogni ambito della vita. A cominciare dal lavoro, il luogo in cui ognuno si guadagna la vita, e in cui ogni cittadino ha diritto di non regredire a semplice manodopera sostituibile.

Il caso più allarmante, ma è solo un esempio, è la sanità: Sia i suoi assistiti, sia i suoi lavoratori sono privati di diritti. Infatti, sempre svilimento del lavoro e peggioramento delle prestazioni si abbinano nella distruzione di ogni servizio pubblico. È un punto fondamentale da cui innescare una reazione: occorre denunciare che chi vuole il regresso della sanità pubblica vuole il regresso dell’aspettativa di vita di grandi masse. Chi vuole questo non è un modernizzatore ma un avversario.

Rifiutare le manipolazioni, distinguere fra alleati e avversari

Questa distinzione porta anche a distinguere chi vuole più socialismo da chi semplicemente è passato per un’organizzazione socialista. Ci sono modi infallibili per distinguerli: per esempio la manipolazione del “socialismo liberale”.

Chi vuole più socialismo sa cosa diceva davvero Rosselli: solo il socialismo può realizzare la democrazia, cioè quei diritti progressivi presenti anche nel liberalismo. La democrazia senza socialismo invece regredisce, come oggi, ad alcune libertà insufficienti in una società alla fine insostenibile.

Chi vuole più socialismo sa che più eguaglianza significa più mobilità sociale, ovvero l’unica vera eguaglianza di opportunità. Chi manipola il socialismo liberale si concede a ricchi centristi, e propaganda la retorica del merito decisa dal duo capitalismo-profitto.

Chi vuole più socialismo sa che la vera democrazia è soprattutto partecipazione popolare e anche conflitto sociale. E non si accontenta di elezioni sempre più disertate, che si svolgono con leggi incostituzionali e che violano il diritto di voto dei cittadini.

Chi manipola il socialismo liberale, come gli elitisti considera con disprezzo “i populisti”. Chi invece vuole più socialismo sa che la democrazia elitista produce reazioni di disprezzo e protesta da comprendere e recuperare.

Chi vuole più socialismo non vuole un partito classista, ma vuole certo un partito della classe lavoratrice, cioè un laburismo delle classi medie e proletarie dipendenti, che senza diritti paritari

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