“La vittoria del No ha assunto un valore che è andato molto oltre le aspettative di chi ha sostenuto questa posizione. Con l’aiuto dei giovani e il ritorno ai seggi di un elettorato, soprattutto di centrosinistra che da tempo non andava più a votare, il No ha vinto di larga misura. Ma, come sostengono ormai tutti gli osservatori, questo non consente al centrosinistra di vivere sugli allori e di dare per scontato il proprio successo alle elezioni politiche del 2027, se non verranno indette prima.
Siamo ancora alla situazione politica ante 22 marzo: l’attuale maggioranza parlamentare, nonostante la sonora sconfitta elettorale, ha un leader riconosciuto e una coalizione unita da trent’anni intorno a interessi di potere stabili. Viceversa al centrosinistra manca ancora un’identità, un programma e una politica chiara, ma soprattutto è sempre caratterizzato dalle solite divisioni. Questioni da rimuovere in fretta per evitare un’ulteriore sconfitta.
Per questo abbiamo indicato nelle settimane scorse cinque semplici consigli:
1. Evitare le primarie di coalizione, che acuirebbero inevitabilmente le tensioni fra i vari partiti.
2. Nel caso in cui si vogliano fare per forza, sarebbe meglio non candidare né Conte né la Schlein per evitare una sfida tra partiti maggiori e per evitare che chiunque vinca non sia poi in grado di recuperare il consenso degli elettori del partito perdente.
3. La credibilità si gioca su tanti fattori ma la prima questione in gioco è conoscere qual’è la proposta di riforma elettorale del centrosinistra, e che risposta intende dare al progetto di riforma proposto dal Governo.
A distanza di trent’anni dall’ubriacatura del maggioritario, con il disastro che questo sistema elettorale ha prodotto nella vita politica del paese e nell’impoverimento dei partiti, sarebbe bene che il centrosinistra con coraggio affrontasse la questione di fondo. I cittadini non vanno più a votare da quando non hanno più la possibilità di scegliere i propri rappresentanti e non sono più disposti a delegare ai segretari dei partiti la nomina dei parlamentari attraverso le liste bloccate e i collegi uninominali. È indispensabile quindi che la sinistra si faccia interprete di un cambio di rotta sostanziale rispetto al disastro delle leggi elettorali, tutte incostituzionali, della seconda repubblica, di cui per altro si è macchiata. L’obiettivo è restituire il diritto di un voto libero ai cittadini e quindi anche il pieno rispetto del cittadino elettore, proponendo senza mezzi termini il ripristino delle preferenze e un sistema elettorale proporzionale puro, in modo da non sacrificare la democrazia sull’altare insanguinato della governabilità.
4. In politica estera occorre definire in fretta una posizione unitaria con l’obiettivo di riportare stabilmente la pace in Europa proponendo un percorso credibile e concreto. A questo proposito è importante che sia la sinistra italiana a proporre una Conferenza internazionale per la pace e la distensione, da tenersi in uno dei paesi neutrali (Svizzera, Austria, Città del Vaticano) sul modello della Conferenza di Helsinki del 1975. Conferenza alla quale dovrebbero partecipare anche USA, Cina ed India.
5. Infine, non spetta a nessuno entrare nella vita interna degli altri partiti, finché ciò che avviene negli altri partiti non danneggi l’intera coalizione. A questo proposito è importante rilevare come siano dannose per tutto il centrosinistra le posizioni della cosiddetta “destra del Pd” diventate esplicite su più fronti e in particolare in politica estera in quanto guerrafondaie, filo-israeliane e filo-atlantiche”.